Giornate altalenanti: a volte ci sono giorni dove la notte prende vita e dove il giorno è fatto di buio… solo alcune persone capiranno. Per rispetto della situazione e delle persone che stanno vivendo tutto questo, non dirò dettagli e nomi. Ma ci sono persone di tutte le età che da anni vivono in un loro mondo: per protezione, per paura, per ribellione, per dolore, per un insieme di emozioni che gli esplodono dentro. Vivono un dolore che nessuno di noi può capire fino in fondo, nemmeno restando loro vicino.
Perché quello che provano: quando vogliono cercare di farcela, quando ci provano con tutto sé stessi a uscire, a parlare con altre persone, a entrare nei luoghi pubblici, a mettersi in gioco… poi succede che, in un secondo: il blocco. Tutto diventa grigio, poi nero, e la loro stanza li chiama; si rifanno piccoli, dentro le loro maglie giganti e le finestre chiuse.
La notte diventa il loro rifugio: non ci sono aspettative, richieste, domande, e non devono per forza sentirsi dire che devono fare qualcosa o dimostrare qualcosa. Di notte possono respirare, vivere, essere semplicemente sé stessi. Arrivano a un punto dove anche la luce del giorno può dare fastidio; il buio crea loro pace. Pace in un’anima dolorante, ferita. Pace in quel cuore che ha deciso di non farsi più amare e forse di non amare più.
Spesso c’è rabbia, tanta rabbia, e quando non si sentono capite, cresce in loro la rabbia e la frustrazione. E se, tentano di avvicinarsi e chiedere aiuto a persone esterne, arrivano le etichette e i giudizi, che le portano di nuovo dietro a quella porta, nella loro pace, nella loro bolla. Tante di queste persone, che vanno dai dodici anni fino ai quaranta anni e forse anche oltre, sono più intelligenti della media e hanno delle potenzialità oltre la loro età. Ma fuori dalla loro bolla sono considerate diverse, strane.
L’essere umano, quando non conosce, giudica. Quando ci sono persone diverse, molti tendono a giudicare, a deridere, a parlare dietro le spalle, senza pensare che sono semplicemente persone. Solo persone, come te, come me, come tutti; probabilmente con una sensibilità maggiore. E scusatemi se mi permetto ma, se ci fossero più persone così, nessuno vivrebbe più la propria vita al buio.
Per questo vi dico:
Quando incontrate le persone, qualsiasi esse siano, donategli un sorriso: non sapete se è la loro prima uscita dopo anni di chiusura, non sapete se stanno cercando di superare una grande difficoltà. Siate gentili. Tutti abbiamo bisogno di amore, ma loro il doppio, anche se dicono che non lo vogliono più.
Sonia
