Sono segnali piccoli e sottili, quasi non si riconoscono, e quando te ne accorgi ci sei dentro con tutta te stessa. E’ successo a me tanti anni fa, e ora sto vedendo gli stessi segnali verso la persona che amo di più al mondo, e questa è la parte che mi crea un dolore dentro che mi distrugge per la seconda volta!
Quando una persona ti fa violenza psicologica, inizia sminuendoti, con frasi e comportamenti che ti fanno credere di essere incapace di fare e di ragionare in modo intelligente. È difficile da spiegare come fanno, riesci solo a ricordare alcune frasi, o atteggiamenti, apparentemente innocui, ma che dietro nascondono una potenza devastante.
Dopo averti condizionato la mente, ti senti insicura o insicuro, la forza che avevi e i tuoi pensieri iniziano a vacillare a non avere consistenza, sembra tutto “molliccio”: il tuo corpo, la tua mente. Non comprendi il motivo. Ti senti senza forze e senza voglia di fare, e inizi a fare meno, a fermarti, mentre le persone attorno a te iniziano ad allontanarsi; in parte è il tuo atteggiamento che le allontana inconsciamente.
Poi il passo successivo del manipolatore è quello di trovare scuse assurde per le assenze, per quel messaggio che non arriva, quel venirti a prendere che diventa raro. E così la persona si dà colpe, e si chiude, pensa di essere sbagliata: “Perché non mi vuole bene? Perché non mi cerca?”. E così tornano in mente le svalutazioni fatte e la vittima si dà colpe che in realtà non ha, ma ormai ci è dentro. Questo può succedere alle persone adulte, e anche ai bambini, ai figli, da parte di genitori manipolatori.
Il divano o il letto diventano il luogo sicuro, dove non sentire quel dolore. Gli schermi, TikTok, i video, i giochi online diventano il proprio mondo, dove rifugiarsi e non sentirsi sbagliati. Il passo successivo è chiudere le finestre e restare al buio per non sentire che il mondo va avanti e la vittima invece non riesce. Chiudendo la finestra non vede il mondo che va avanti e quindi non si sente frustrata per non farcela. Poi il dormire di giorno si evita che le persone attorno abbiano aspettative o richieste, quindi meglio dormire e non esserci, sparire sotto le coperte. Mentre di notte, liberi di non dover fingere che in realtà ci si sente distrutti, e ancora di più devastati per non farcela e non sapere nemmeno il perché… mentre ancora si aspetta di ricevere amore da una persona che amore non ne ha, arida e vuota nell’anima, che succhia energia a chi invece aveva tanto amore da donare.
Questo è uno sfogo personale, so che tante persone stanno vivendo quello che ho vissuto io tanti anni fa, e quello che sta vivendo, in questo lungo momento, una persona che amo tanto. Quello che mi fa rabbia ancora oggi è, il non avere gli strumenti per aiutare chi vive tutto questo. Dicono: chiedi aiuto! Ma se questo genere di violenza non è sufficientemente creduta?! A chi chiedi?! Solo chi ha vissuto può capire e vedere il reale motivo del malessere di una persona.
Un’altra cosa che mi dispiace è vedere il vuoto attorno: le persone quando non conoscono un malessere si spaventano e si allontanano. Vi dico una cosa: non lasciate sole le persone che stanno affrontando delle difficoltà forti, anche se le vedete respingenti, forse lo sono per vergogna, per imbarazzo, ma anche se non sapete cosa fare, credetemi che la vostra presenza, anche silenziosa, un abbraccio, un messaggio, aiuta le persone a non mollare, a tirare fuori la forza.
Fatelo! Se conoscete qualcuno fatelo, suonate quel campanello, date quell’abbraccio, scrivete un messaggio, siate presenti. Potete fare tanto facendo un piccolo gesto.
Un abbraccio.
Sonia
